Visitando la Romagna è molto facile immergersi in quelle che sono la cultura e le tradizioni del territorio.
Dalla tradizione enogastronomica ai luoghi di interesse storico culturale fino ad arrivare a conoscere la movida tipica della Riviera, la Romagna offre innumerevoli meraviglie da scoprire.
Una fra tutte è la tradizione che vede protagoniste le tele romagnole. Trattasi di tessuti per la casa, dalle tovaglie ai tovaglioli, passando per copritavoli, strofinacci, asciugamani e biancheria da letto, le tele romagnole hanno una lunga storia alle spalle e delle caratteristiche stilistiche e di lavorazione particolari.
Scopriamo insieme la storia, le caratteristiche e la bellezza delle tele romagnole.
Storia e tradizione delle tele romagnole
Protagoniste assolute degli addobbi della tavola, soprattutto nei periodi festivi, le tele
romagnole hanno origini lontane e una storia davvero affascinante.
Considerate come uno dei simboli della tradizione romagnola, si ipotizza che le tele
romagnole si producessero già nel XVII secolo, quando la Romagna era uno dei territori
dello Stato Pontificio.
Non esiste una data certa in cui collocare l’esatta nascita della produzione delle tele
romagnole, si sa, però, che anche a Roma (sede dello Stato Pontificio) si praticava l’arte
della produzione delle tele ricamate.
Le prime descrizioni e testimonianze delle tele risalgono ai primi anni del 1800. Secondo
tale testimonianze, le tele romagnole, si sarebbero cominciate a produrre come
“imitazioni” delle più pregiate stoffe ricamate, come lampassi o broccati.
Le tele romagnole, infatti, venivano realizzate con la canapa (diffusissima nel territorio
romagnolo) e la ruggine, utilizzata per ricavare il pigmento principale che dà il tipico colore
ai ricami delle tele.
Nate, quindi, come espediente per creare dei tessuti ricamati con mezzi reperibili ed
economici, le tele romagnole hanno poi preso piede come prodotto tipico della regione,
diventando a loro volta dei tessuti originali e unici.
La tradizione, nata del XVII secolo, resiste ancora oggi e, le tele romagnole, si riconfermano
come uno dei prodotti che esprime al meglio la tradizione Romagnola.
Caratteristiche delle tele romagnole
Le tele romagnole vengono prodotte in fibre naturali, principalmente: canapa, cotone o lino. Tutte fibre di cui l’Emilia Romagna è ampiamente fornita.
Il colore tipico è il ruggine, ricavato con l’ossido di ferro. Per creare poi il vero colore che si
andrà ad utilizzare per le decorazioni, si utilizzano:
Farina
Aceto di vino
Ruggine
Questi tre elementi vengono mescolati in proporzione alla ricetta di ogni produttore o bottega. Non ci è dato sapere l’esatta proporzione, proprio per preservare la tradizione romagnola ed evitare imitazioni.
Le tele romagnole vengono decorate con stampi in legno di pero intagliati a mano. Le decorazioni tradizionali e più diffuse di questi stampi sono: spighe di grano, fiori, tralci di vite e la caveja. Quest’ultima decorazione è considerata il simbolo tradizionale della Romagna: un’asta di ferro battuto decorata con anelli e immagini allegoriche.
Il procedimento di stampa delle tele romagnole segue i dettami della tradizione ed è
rimasto invariato nel tempo.
Per realizzare le tipiche tele della tradizione romagnola bisogna stendere la tela su una
superficie non troppo rigida, per evitare sbavature e imperfezioni durante la stampa vera e
propria. Si procede poi con il battere con un “mazzuolo” di 3 o 4 chili sullo stampo in legno
già intagliato, appoggiato sulla tela precedentemente distesa. Gli stampi (o matrici) vengono
poi rimossi e spostati per ripetere l’operazione.
Una volta terminata la fase di stampa, la stoffa viene messa ad asciugare, immersa in un
bagno di fissante per rendere stabile il colore, e infine sottoposta a molteplici risciacqui,
così da testare la capacità di resistenza ai lavaggi con i detersivi.
Simbolo della tradizione romagnola, il procedimento di produzione delle tele è rimasto
invariato fino ad oggi, regalando tutt’oggi sia il piacere della lavorazione che della collezione
di questi tessuti della tradizione.
Le decorazioni tipiche
Le decorazioni tipiche delle tele romagnole sono moltissime e molto varie. Derivanti dalla tradizione contadina del XVII secolo, moltissimi motivi si rifanno proprio alla vita nei campi e non solo.
Si è già detto che il colore tipico delle stampe delle tele romagnole è il color ruggine. Oggi, permane l’utilizzo del tradizionale colore, a cui però si affianca anche l’utilizzo del verde, il rosso e il blu, ricavati da pigmenti di origine minerale.
Tra le decorazioni tipiche e più diffuse per le tele romagnole, si trovano:
animali reali o immaginari: cervi, donnole, fagiani e pesci, ma anche grifoni, draghi e
sfingi;
motivi contadini: animali, piante e frutta e oggetti d’uso contadino tra cui ad
esempio vasi, boccali e molto altro;
motivi floreali e geometrici: fiori, foglie, tralci, intrecci che, ripetuti variandone
orientamento e inclinazione concorrono a creare una vasta gamma di campiture e
bordi;
motivi devozionali: immagini di santi, della Madonna e scene di vita di Gesù.
A questi motivi tradizionali se ne aggiungono innumerevoli altri, dovuti al fatto che ogni bottega, o famiglia di stampatori, aveva delle personali matrici, o stampi. Tale fenomeno ha contribuito, e contribuisce ancora, ad accrescere il numero di motivi utilizzati per produrre le tele romagnole.
Come riconoscere le vere tele romagnole
Se prima la tradizione voleva che la produzione delle tele venisse interamente curata da famiglie del mestiere e relative botteghe, oggi, inevitabilmente, ci si affida anche alla produzione industriale.
Volendo però riconoscere l’originalità delle tele romagnole autentiche, e quindi stampate a mano, si potranno usare diversi accorgimenti per poter distinguere le tele autentiche da quelle industriali.
Se si vuole individuare, quindi, un’autentica tela romagnola si dovrà fare attenzione a
diversi fattori, quali:
imperfezioni nel disegno: i difetti di produzione, infatti, non solo garantiscono la
presenza dell’ “errore umano”, ma rendono anche uniche e irripetibili le tele; le
imperfezioni possono essere dovute all’usura degli stampi, a qualche errore
commesso dall’intagliatore della matrice o alla non perfetta stesura del colore sullo
stampo;
dissimmetrie nei motivi seriali: i motivi seriali, tipici dei bordi di tovaglie e copriletti,
vengono fatti utilizzando diverse volte la stessa matrice; se questo procedimento è
fatto a mano, si potranno notare degli intervalli irregolari tra un motivo e l’altro o
salti di quota nell’allineamento del disegno;
visibilità del disegno sul rovescio: qui sono maggiormente visibili i possibili errori
della lavorazione a mano e la garanzia che siano state lavorate dagli artigiani.
I migliori stampatori di tele romagnole
La produzione industriale ha, purtroppo, indebolito la tradizione artigianale e molte botteghe della tradizione romagnola sono state costrette a chiudere i battenti.
L’attività industriale, infatti, permette una produzione più economica e veloce delle tele
romagnole, ma non assicura la qualità del manufatto, concorrendo a sminuire e screditare il
valore di questi capisaldi della tradizione regionale.
Moltissime sono state le botteghe artigiane specializzate nella produzione di tele romagnole che purtroppo, durante il corso dei decenni, hanno dovuto chiudere.
Nonostante il declino dell’arte artigianale, però, nel 1997 alcuni produttori hanno deciso di unire le forze e hanno fondato l’ Associazione degli Stampatori di Tele Romagnole , i cui associati rappresentano una delle tante eccellenze del made in Italy.
Se vuoi acquistare delle autentiche tele romagnole o semplicemente visitare le antiche e storiche botteghe tradizionali, devi sapere che le ultime botteghe artigianali rimaste si trovano, soprattutto, nelle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena.





