Quando l’estate se ne va e l’aria si fa più fresca, la Riviera di Rimini non scompare nel nulla. Al contrario, si trasforma, svelando un tesoro nascosto che in molti ignorano: i suoi boschi e i loro preziosi frutti autunnali. Lontano dalla frenesia della spiaggia, le colline si tingono di mille colori e offrono la possibilità di vivere un’esperienza rilassante e divertente per tutta la famiglia: la raccolta delle castagne.
Questa tradizione affascinante è viva e vegeta sia nell’alta Valmarecchia che nell’alta Valconca, dove i boschi di castagno non solo regalano un paesaggio mozzafiato, ma custodiscono anche storie antiche e un patrimonio naturale unico.
Dove raccogliere le castagne: tra leggende e natura
Se l’idea di una passeggiata tra i boschi a caccia di ricci e castagne ti stuzzica, sappi che hai diverse opzioni.
In Valmarecchia, il cuore della raccolta batte in località come Talamello, Uffogliano, Perticara, San Leo, Montecopiolo e Casteldelci. Il castagneto più noto qui è la “Giungla dei castagni” di Uffogliano, dove il bosco si estende su un crinale che un tempo ospitava un antico castello, il “castellaccio”, le cui rovine sono ormai inghiottite dalla vegetazione. Non mancano altri boschi generosi, come quelli sul Monte Pincio a Talamello e sul Monte Ercole, un tempo rifugio di contrabbandieri.

Sull’altra sponda, in Valconca, i luoghi ideali per la raccolta sono a Montefiore Conca e a Gemmano. A Montefiore, il Monte Faggeto ospita uno dei boschi più importanti della zona, non solo per la presenza di alberi secolari, ma anche per la sua flora rara.
Un frutto, mille storie: il legame tra uomo e castagno
Il castagno non è stato solo una fonte di cibo per le popolazioni locali, ma un vero e proprio pilastro della vita di montagna. La sua introduzione nella zona, probabilmente ad opera dei monaci nel Medioevo o addirittura in epoca romana, ha segnato un’era.
Oltre a nutrire intere generazioni, il legno di castagno, noto per la sua resistenza, ha avuto un ruolo fondamentale. Nella Valmarecchia, ad esempio, veniva usato per sostenere le gallerie nelle miniere di zolfo, a testimonianza di come questo albero fosse intimamente legato all’economia e alla sopravvivenza della comunità.
Con l’avvento dell’era industriale e l’abbandono delle aree rurali, l’importanza del castagno è diminuita. Tuttavia, grazie alla passione di pochi, la sua coltura continua a vivere, preservando un legame centenario tra l’uomo e la natura.

Sagre e informazioni utili
Se vuoi vivere appieno questa esperienza, l’autunno è il momento migliore. Durante il mese di ottobre, sia a Talamello che a Montefiore Conca si tengono sagre dedicate a questo frutto, con visite guidate e raccolte organizzate. In alcune zone è anche possibile accordarsi direttamente con i proprietari dei terreni per una giornata di raccolta, un’opportunità da non perdere.
Ecco alcuni contatti utili per organizzare la tua avventura tra i castagneti:
Explore Valmarecchia
Castagneti del comune di Talamello:
- Piscaglia: 338 4424500
- Alessi Luigi: 331 2037817
- Ugolini Gianpaolo: 328 0778615
Comune di Montefiore Conca:
- Proloco di Montefiore: Andrea Spadoni 333 8730347
Pronto a indossare gli scarponi e a scoprire l’oro d’autunno della Riviera di Rimini.





